Nel 2011, Johanna Agerman Ross ha fondato una rivista di design a Londra. Tutti pensavano fosse una cattiva idea. Le testate chiudevano. Il digitale mangiava la carta. Gli inserzionisti della moda imponevano i temi.
Lei ha fatto lo stesso.
Disegno nasce da un rifiuto preciso: non scrivere di oggetti mai visti, di persone mai incontrate. Il suo punto di partenza è l’esperienza fisica del design. Toccare, andare, stare. Da questo principio discende tutto il resto: articoli lunghi, fotografie commissionate ad hoc, carta di qualità, stampa curata. Una rivista che costa produrre, perché si vede.
I tempi erano duri. Agerman Ross ha resistito lo stesso. Cinque anni come semestrale, poi nel 2016 il salto a quattro numeri l’anno. Non è una ritirata: è una conferma. La carta non è morta, ha detto lei all’annuncio. “È questa la vera notizia.”



Oggi Disegno esce due volte l’anno. Copre design, architettura, moda, urbanistica, grafica, tecnologia. Ma non insegue le novità. Insegue le domande: come un oggetto cambia la vita di chi lo usa? Che forze politiche, sociali, ambientali stanno dietro a una sedia, a un edificio, a un sistema? È giornalismo di critica, non di cronaca.
Agerman Ross è poi passata alla curatela — prima al V&A, poi al Design Museum di Londra. Ma Disegno è rimasto. Oliver Stratford ha preso la direzione. La rivista ha un podcast, The Crit, e una versione online. Ha anche un’agenzia creativa, Disegno Works, che lavora con brand e studi su eventi e pubblicazioni.

Nel panorama editoriale contemporaneo, saturo di immagini istantanee, feed algoritmici e rendering patinati, esiste una voce fuori dal coro che ha scelto di fare della lentezza e dell’approfondimento il proprio punto di forza. Si tratta di Disegno, la rivista internazionale indipendente che ha scardinato i cliché del giornalismo di settore, trasformando il racconto del design in una rigorosa analisi sociale, politica ed economica.
Fondata a Londra e pubblicata interamente in lingua inglese, Disegno non è semplicemente un magazine da sfogliare: è uno strumento critico per comprendere il mondo artificiale che ci circonda.
Oltre la superficie: il design come lente sociale
Mentre la maggior parte delle testate tradizionali tende a celebrare il design esclusivamente attraverso la lente del “prodotto” – la sedia d’autore, la lampada di tendenza, l’ultimo trend d’arredo – Disegno compie un ribaltamento di prospettiva. Per la redazione, il design non è un oggetto isolato, ma il risultato di un processo complesso che si interseca con i grandi nodi della contemporaneità.
Sfogliando le sue pagine, il lettore non troverà cataloghi commerciali camuffati da articoli, bensì inchieste e saggi che esplorano:
- L’impatto geopolitico e infrastrutturale: Come le catene di approvvigionamento globali e la logistica modellano gli oggetti di uso comune.
- La crisi climatica e la transizione ecologica: Un’analisi critica che va oltre il greenwashing, analizzando la scienza dei materiali, la bio-progettazione e l’economia circolare.
- La tecnologia e l’etica: Il ruolo dell’intelligenza artificiale, del digital design e dell’automazione nel ridefinire il lavoro e le interazioni umane.

La formula editoriale: Long-form e multidisciplinarità
Il successo e l’autorevolezza di Disegno risiedono nella sua formula editoriale indipendente. La rivista ha scelto di adottare il giornalismo long-form (articoli a lungo formato), lasciando ai propri autori il tempo e lo spazio necessari per sviscerare i temi trattati.
Inoltre, il perimetro d’azione non si limita all’industrial design, ma abbraccia una visione olistica della progettazione:
[ IL MONDO DI DISEGNO ]
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Architettura Urbanistica Moda Grafica & Tech
Questo approccio multidisciplinare permette di connettere mondi apparentemente distanti, offrendo una visione d’insieme che è merce rara nell’editoria iper-specializzata di oggi.

Un oggetto da collezione: la cura del supporto fisico
In un’epoca che spinge verso la digitalizzazione totale, Disegno rivendica con forza il valore della carta. La rivista si presenta come un vero e proprio volume da collezione (coffee table book), caratterizzato da una cura maniacale per i dettagli grafici e tipografici:
“La scelta di una carta opaca e materica, unita a un layout pulito ma dinamico, trasforma la lettura in un’esperienza tattile. La fotografia rifiuta l’artificio dei filtri commerciali per prediligere uno stile documentaristico e realistico.”
Ogni numero è arricchito da illustrazioni commissionate ad hoc e infografiche dettagliate, pensate per guidare il lettore attraverso i dati e i concetti più complessi senza mai sacrificare l’eleganza visiva.

Perché leggerla oggi?
Disegno è la lettura ideale per i professionisti del progetto, gli studenti e gli accademici, ma si rivolge a chiunque possieda una naturale curiosità verso i meccanismi che regolano il nostro quotidiano. In un mondo che corre veloce, fermarsi a leggere questa rivista significa concedersi il lusso di capire, analizzare e, infine, sviluppare una coscienza critica su ciò che l’essere umano progetta e immette nel pianeta.