Migrant

MIGRANT Journal è la massima espressione della precisione analitica e cartografica applicata alla geopolitica contemporanea.

Fondata nel 2015 e conclusasi, secondo un piano editoriale rigidamente prestabilito, nel 2018 (per un totale di soli 6 numeri).

MIGRANT Journal è stata una rivista indipendente a cadenza semestrale che ha completamente ridefinito il concetto di “migrazione”. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la curatrice e storica dell’architettura Catarina de Almeida Brito, l’artista e designer Justinien Tribillon e lo studio di graphic design svizzero-tedesco Offshore (guidato da Isabel Seiffert e Christoph Miler).

La migrazione non riguarda solo i flussi di esseri umani, ma è una condizione intrinseca del pianeta Terra che coinvolge dati, merci, animali, piante, detriti, correnti marine e capitali finanziari.

Il Progetto Grafico: L’Incrocio tra Infografica e Cartografia

Il successo planetario di MIGRANT Journal nel mondo del design (vincitrice di numerosi premi tipografici internazionali) si deve all’incredibile lavoro visivo dello studio Offshore. Il design della rivista scardina l’iconografia classica delle migrazioni umane — spesso legata a una fotografia giornalistica drammatica e stereotipata — sostituendola con un’estetica astratta, geometrica e scientifica.

  • La Scelta Tipografica (I Font Custom): Offshore ha sviluppato un sistema tipografico unico, mescolando font lineari (sans-serif) rigorosi a glifi e legature personalizzate che evocano frecce, vettori, movimenti e scomposizioni, integrando l’idea del flusso direttamente dentro le lettere dei testi.
  • Uso Sovversivo del Colore e dei Metalli: La rivista è stampata utilizzando inchiostri speciali, tinte piatte Pantone e inchiostri metallici (oro, bronzo, argento). L’oro e l’argento non sono usati come decorazione di lusso, ma come strumenti infografici per evidenziare dati complessi, confini geopolitici, rotte aeree o flussi finanziari.
  • La Mappa come Narrazione: Ogni articolo è supportato da mappe geografiche millimetriche, grafici a torta tridimensionali e diagrammi di flusso. La cartografia viene usata in modo critico per rivelare le barriere invisibili imposte dagli stati nazionali e i canali sotterranei usati dai flussi globali.

La rivista ha adottato un approccio profondamente accademico ma accessibile, unendo saggi scritti da geografi, architetti, scienziati, sociologi e filosofi a reportage fotografici d’autore e progetti artistici concettuali.
Gli articoli analizzavano casi studio microscopici per spiegare macro-fenomeni globali: ad esempio, come la sabbia del deserto del Sahara migra attraverso l’oceano fertilizzando la foresta amazzonica, come i server delle criptovalute vengono spostati in Islanda per sfruttare l’energia geotermica fredda, o come i semi delle piante esotiche viaggiano attaccati alle suole delle scarpe dei turisti internazionali.

Perché è una pietra miliare contemporanea

MIGRANT Journal ha dimostrato che una rivista di grafica e architettura può affrontare i temi più scottanti e complessi della politica globale senza cadere nel sensazionalismo. Ha sottratto il concetto di “migrazione” alla retorica tossica dei telegiornali, espandendolo a fenomeno universale e strutturale del nostro tempo.

Avendo chiuso la sua corsa come pianificato al sesto numero, l’intera serie si è trasformata istantaneamente in un oggetto da collezione esaurito, studiato nelle università di design e conservato negli archivi come uno dei più lucidi manifesti di critical design e cartografia sociale del XXI secolo.